Certificazione pellet Enplus

Con la diffusione di questo combustibile nel mercato italiano e internazionale, il bisogno di trasparenza nelle sue qualità si è fatto sempre più impellente.

La certificazione pellet Enplus è entrata in vigore a partire dal 2010 e fa riferimento alla normativa europea EN 14961-2 dell’Istituto Tedesco del pellet (Deutsches Pelletinstitut).

Nel prossimo futuro grazie alla certificazione pellet Enplus non sarà valutato solo il singolo prodotto, ma l’intera catena di consegna.

Una misura tesa ad aumentare il grado di trasparenza, a vantaggio di un acquisto consapevole da parte del cliente. Un numero di identificazione univoco permette la rintracciabilità del pellet.

Al produttore vengono applicate puntali analisi nei processi di fabbricazione.

Previsto anche il prelevamento di campioni in diversi momenti. Il consumatore potrà quindi notare la presenza del marchio Enplus nei sacchi di pellet.

Tutte le imprese che partecipano a una nuova tipologia di monitoraggio che tiene in esame, insieme alla produzione, la qualità del pellet presente nei magazzini.

Secondo la certificazione pellet EnPlus abbiamo tre tipologie di pellet.

Nella categoria A1 figurano dei criteri di selezione molto severi (percentuale di ceneri dello 0,5% per le conifere e 0,7% per il legno duro).

Mentre nella categoria A2 abbiamo il pellet proveniente da una gamma di materie prime più ampia, il cui contenuto di ceneri può raggiungere l’1%.

Grazie a tale normativa vengono integrati i più ampi requisiti dei riscaldamenti a pellet attuati nei mercati del sud Europa.

Mediante le certificazioni abbiamo dei parametri oggettivi di valutazione delle performance dei nostri prodotti.

Un punto a vantaggio della libera competizione tra i produttori e un risparmio per il cittadino, che può scegliere nella consapevolezza del rapporto qualità/prezzo.