Energie rinnovabili con l’agripellet gli scarti diventano fonte di reddito

 

 

Come sappiamo i combustibili fossili rappresentano il problema prioritario per l’inquinamento atmosferico ma anche per le emissioni di CO2, con il protocollo Kyoto diversi stati si sono impegnati a ridurre le emissioni nocive nell’ambiente, optando però sullo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili.

Purtroppo l’Italia è sempre un passo indietro rispetto sia ai paesi del nord Europa ma anche di Paesi del mediterraneo come la Spagna.

Ma l’agricoltura potrebbe diventare una grande protagonista per le energie rinnovabili, colture dedicate, biomasse agroforestali, fonti solari o eoliche per la produzione di energia elettrica, ma anche calore pronte a sostituire i vecchi sistemi tradizionali fortemente inquinanti.

Le energie rinnovabili potrebbero diventare una fonte di reddito per le imprese agricole, trasformando quelli che sono comuni scarti di lavorazione in veri e proprio combustibili utili a fornire energia e riscaldamento.

Scarti che prima venivano gettati senza alcun pensiero direttamente nell’immondizia e che oggi potrebbero essere fonte di reddito, e materiali di biomassa utili a produrre energia.

Diversi sono i materiali che finiscono ad essere rielaborati  per la produzione di pellet come gli scarti di lavorazione delle mandorle, delle nocciole, del cocco e addirittura dei fondi del caffè.

L’agripellet ovvero l’utilizzo di materia di scarto di origine agricola rappresenta sicuramente una nuova frontiera per lo sviluppo delle biomasse, anche se non tutti i materiali hanno le stesse caratteristiche per essere trasformati in pellet.

Bisognerà infatti tenere in considerazione soprattutto la produzione di ceneri del nuovo materiale, o il grado di umidità contenuto, in modo tale che si possa riciclare ma purchè si garantisca al cliente un ottimo prodotto di qualità.