Pellet 2015, legno o fotovoltaico: cosa scegliere?

Sono anni ormai che il pellet è riuscito a prendere il sopravvento sul mercato dei sistemi di riscaldamento anche rispetto alla legna da ardere. Cercare di trasformare le nostre quattro mura con modalità più sostenibili ed accoglienti sul fronte climatico rappresenta, infatti, una delle mete principali delle famiglie italiane, più attente al risparmio energetico quanto alla tutela dell’ambiente. Rispetto ad altri dispositivi le stufe a pellet possono essere caratterizzate da un processo automatico di accensione e spegnimento del riscaldamento che potrà dunque soddisfare le rispettive esigenze del consumatore. Se facciamo un confronto con la legna è chiaro che i cilindri di questo combustibile ecologico siano più costosi, ma a loro favore presentano una maggiore potenza calorica. La legna riesce ad avere più autonomia e a diffondere calore anche dopo la combustione e lo spegnimento, mentre il pellet è in grado però di bruciare i suoi cilindretti senza lasciare traccia.

Negli ultimi anni le famiglie italiane sono sempre più alla ricerca di soluzioni che consentano un risparmio dei costi della bolletta e benefici sul piano ambientale. In un’abitazione una delle spese più gravose è caratterizzata, infatti, proprio dal riscaldamento degli ambienti e dalla produzione di acqua sanitaria. Si stima addirittura che si tratti del 90% dell’energia totale. Tra le alternative possibili ultimamente spunta anche l’installazione di un impianto fotovoltaico fondamentale anche per la copertura dei fabbisogni elettrici. Ma conviene più un impianto fotovoltaico o installare una stufa a pellet? In realtà entrambe le soluzioni offrono vantaggi e svantaggi che spesso si traducono poi in limiti.

Sia l’installazione di un impianto fotovoltaico che quella di una stufa a pellet 2015 garantiscono il fabbisogno di energia termica, ma a costi sicuramente diversi e variabili. Nel primo caso sono tanti gli aspetti da prendere in considerazione, quali: la qualità dei prodotti, le caratteristiche dell’immobile o dell’edificio, la zona geografica. Rispetto al passato, nel 2015, le tariffe incentivanti sono state sostituite da nuove misure di sostegno: parliamo delle detrazioni fiscali sul reddito Irpef per quanto riguarda il fotovoltaico domestico, mentre della regolamentazione dei Seu (Sistemi efficienti di utenza) per il fotovoltaico industriale e commerciale. Se si usufruisce della detrazione del 50% ci si avvale di un rimborso annuale Irpef per dieci anni. Ma quali saranno gli incentivi per fare questo passo ed investire in tale settore? Sicuramente la risposta concreta è data dal risparmio sulla bolletta elettrica e dalla possibilità offerta dall’autoconsumo per gli impianti di natura domestica. L’importo totale sarà poi legato alla qualità dei pannelli e ai prodotti usati per la manifattura, alle pratiche burocratiche e ai vari servizi di assistenza. Il costo più consistente è quello dei moduli fotovoltaici che non a caso sono anche la parte più longeva dell’impianto.

Scegliere il pellet 2015, rispetto ad altri sistemi di riscaldamento, significa in primo luogo ridurre di tanto le spese del riscaldamento. Secondo alcune stime si parla addirittura di un risparmio che può partire da circa 100 euro fino ad arrivare ad un massimo di 1.200 euro a stagione. La spesa totale dipende poi da numerosi fattori legati alla stagionalità del prodotto e alla qualità. Quest’ultima caratteristica è a sua volta subordinata alle diverse tipologie di piante e di alberi di provenienza, alla quantità idrica e alla presenza di certificazioni. Se la nostra scelta cadrà sul pellet certificato, ci sarà allora un attestato ad illustrarci l’iter della produzione, della logistica e della distribuzione del materiale secondo gli standard previsti dalla norma europea Uni En 14961-2.

Rispetto al 2009, anno di boom del pellet, i costi sono sicuramente lievitati sul mercato, eppure questo combustibile permette ancora di risparmiare rispetto ai sistemi tradizionali di riscaldamento. Chi acquista stufe e caldaie può avvalersi di diversi tipi di incentivi: il primo è dato dalla detrazione Irpef del 50%, ossia 10 rate di pari importo in 10 anni. Di grande rilevanza, inoltre, il conto termico, che è un contributo che presenta variazioni in base alla zona climatica e alla potenza installata,. Esso viene erogato in due anni ed è destinato in particolare alle sostituzioni di apparecchi già installati: stufe a legna o vecchie stufe a pellet e, per le caldaie, caldaie a biomassa o a gasolio e, solo per le aziende agricole, Gpl.

Un difetto delle stufe a pellet 2015 è sicuramente quello della necessaria presenza della corrente elettrica per il funzionamento: in caso di interruzione energetica si resta, infatti, senza riscaldamento. Nel caso di impianti fotovoltaici dotati di accumulo temporaneo di energia autoprodotta, viene invece raccolta quanta più energia possibile in modo da utilizzarla nei momenti in cui essa non viene prodotta, ovvero di sera o quando ci sono precipitazioni meteorologiche.

Pellet Prezzo Migliore: quale scegliere

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