Potere calorifico pellet: perché è importante?

Potere calorifico pellet: qual è la sua funzione nella scelta del pellet?

La scelta di acquistare una stufa a pellet ha coinvolto una platea sempre più estesa, in Italia sono state superate le mille unità a inizio 2010. Un risultato reso possibile anche grazie agli incentivi statali predisposti. È così che tante famiglie si chiedono ogni inverno quale sia il pellet migliore da utilizzare nella propria caldaia. Vediamo allora come orientarsi nell’offerta e quali sono i parametri pertinenti per comprare il pellet più conveniente.

Per stabilire quali siano le qualità del pellet dobbiamo valutare i dati indicati in etichetta (che purtroppo non sempre sono trasparenti e affidabili). L’elemento decisivo è il potere calorifico, ovvero l’energia termica che una certa quantità di pellet è capace di offrire.

Potere calorifico pellet abete e di altri prodotti

I valori variano da 4,5 a 5,5 kWh/kg, e chiaramente tanto più sono elevati maggiori saranno le qualità del prodotto. L’altro aspetto cruciale è il residuo di cenere, che ha un rapporto diretto con il potere calorifico e determina quanto il pellet andrà a sporcare la stufa. Per ottenere risultati apprezzabili è indispensabile che questo parametro sia inferiore all’1%.

Potere calorifico pellet e il residuo di cenere sono il frutto del tipo di legno usato e dalla lavorazione. Tra i materiali più interessanti abbiamo il faggio puro, ma sono buoni anche i pellet ricavati da abete, e altre piante resinose, anche se questi hanno un residuo più consistente (in altri termini sporcano di più la stufa). I pellet di qualità peggiore sono quelli di latifoglie e il misto.

Ricordiamo inoltre la presenza di pellet realizzati con biomasse di vario genere (segatura e scarti di mais), prodotti adatti a grandi caldaie e non pensati per le comuni stufe a pellet. Il suo residuo di cenere è infatti piuttosto elevato.

Queste informazioni purtroppo non sono sufficienti per compiere una scelta consapevole. I valori apprezzabili in termini di potere calorifico o di residuo indicati sull’etichetta non sono infatti una tutela assoluta per il cliente. Le etichette possono riportare dati parziali. L’unica soluzione per avere la certezza delle proprietà indicate del pellet è di selezionare prodotti che presentano certificazioni volontarie riconosciute.

Nel nostro Paese è disponibile, ad esempio, l’attestazione Pellet Gold. I produttori che hanno questo certificato sottopongono il proprio pellet a controlli casuali, periodici e a sorpresa. Ancora più autorevole è la certificazione unica a livello europeo EN Plus. Anche in questo caso abbimao un controllo di tutte gli aspetti chimico-fisici del pellet, tre le categorie: A1, il migliore, A2 e B.ß

Potere calorifico pellet