Qualità pellet: come scegliere e trovare il pellet migliore?

Qualità pellet: quali sono i fattori da considerare per scegliere il prodotto migliore?

I combustibili tradizionali per il riscaldamento sono soggetti a un costante incremento di prezzi, e questo spinge i consumatori a ricercare opportunità più convenienti, e in questi termini il pellet è una tra le più gettonate: è un prodotto sicuro ed ecologico, caratterizzato da valide rese termiche, ma soprattutto è un combustibile conveniente. La scelta del pellet è però un processo delicato, su cui incide l’importanza della qualità pellet. Vediamo quindi come orientarsi in questo mercato.

Sono numerose le tipologie di pellet, provenienti da differenti regioni dell’Europa e del Mondo, più o meno compatibili con la propria stufa a pellet. I fattori cruciali per la selezione del pellet migliore, e che quindi ne determinano la qualità, sono: colore del pellet, potere calorifico, composizione, grado di purezza, umidità e abrasione.

Il primo elemento che colpisce è il colore, se il pellet è chiaro e prodotto con legno di conifere presenta di solito una minore quantità di residui di combustione, sia nella camera che nella canna fumaria. In linea di massima questo profilo è arricchito da un discreto potere calorifico.

È in effetti proprio quest’ultimo (il potere calorifico) a costituire la caratteristica determinante del pellet. Per accertare il suo valore è sufficiente controllare i dati riportati in etichetta, che devono risultare, per essere un pellet di qualità, a partire dalle 4.700-5.000 calorie.

Nel mercato è facile incontrare anche prodotti con valori inferiori ai 4,7 – 5,3 kWh, e per determinare le effettive potenzialità del prodotto vi consigliamo di porre in rapporto la quantità di umidità, che deve risultare inferiore alla soglia del 12%.

Come accade per qualunque altro prodotto, la qualità va sempre rapportata al prezzo. Non è auspicabile però puntare sui pellet prodotti con surroga del legno, spesso conducono a problemi di accensione della stufa, intasamenti o rilascio di sostanze inquinanti.

Certificazione qualità pellet

Nella scrematura che porta all’individuazione dei prodotti di qualità ricoprono un ruolo chiave le normative e le certificazioni. Nel nostro Paese il pellet deve essere aderente alle specifiche DIN 51731 (o O-NORM M7135), che interessano l’idoneità nell’impiego con le stufe a pellet. In mancanza di questo attestato si corre il rischio di acquistare un prodotto contenente sostanze nocive.

In Europa la certificazione ENplus ripartisce i pellet in tre categorie, sulla scorta delle caratteristiche chimico-fisiche del prodotto. La certificazione di pellet di prima categoria coincide con l’A1, vi sono poi la A2 (pellet di seconda categoria, che corrisponde a un combustibile di media qualità) e B (pellet di terza categoria, indicato esclusivamente per usi industriali).

Qualità pellet: come scegliere e trovare il pellet migliore?